Author Archives: TPL in Italia

Linea tram 16: dal 9/5 modifica di percorso

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Da martedì 9 maggio (ore 9,30)
per 2 mesi circa

Per lavori stradali in corso Magenta, tra piazza Santa Maria delle Grazie e piazzale Baracca, la linea modifica il percorso.

  • direzione San Siro M5: da Monte Velino percorso regolare fino a largo D’Ancona, poi, invece di proseguire in corso Magenta, svolta in via Vincenzo Monti, largo V Alpini, via Pagano, via Ariosto, piazzale Baracca, corso Vercelli riprende regolare;
  • direzione Monte Velino: percorso regolare.
FERMATE SOPPRESSE

Direzione San Siro M5:

  • Corso Magenta 74, dopo piazza Santa Maria delle Grazie;
  • piazzale Baracca.

Articolo originale: https://www.atm.it/it/ViaggiaConNoi/InfoTraffico/Pagine/Lineatram16dal95modificadipercorso.aspx

LA REPUBBLICA: PARLA UN CONDUCENTE ATAC: “SASSI CONTRO IL BUS BOTTE E INSULTI IL MIO INFERNO DI AUTISTA A ROMA”.

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http://www.lavoratorigtt.it/2015/08/la-repubblica-parla-un-conducente-atac-sassi-contro-il-bus-botte-e-insulti-il-mio-inferno-di-autista-a-roma/

L’INTERVISTA: “PARLA UN CONDUCENTE ATAC”.

Roma. “Sapete cosa vuol dire guidare un autobus mentre qualcuno ti prende a botte sulle spalle e ti mette le mani sul volante? In base alla linea che devo condurre parto più o meno tranquillo. Se la linea è in periferia la mia ansia cresce”. Chi parla è un autista ATAC in servizio da 15 anni, moglie e due figli. Non vuol dare il nome. Dopo quello che è successo al collega Christian Rosso,sospeso a tempo indeterminato per aver postato su Facebook un video sul disastro del trasporto pubblico romano, lui e gli altri adesso hanno paura. Rilascia l’intervista solo a condizione di rimanere anonimo.

Atac, Di Berardino (Cgil): impegno Campidoglio su nostra proposta

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Roma, 30 lug. (askanews) – “Abbiamo presentato la nostra proposta” su Atac “e dalle cose che abbiamo ascoltato c’è l’impegno di verificare la fattibilità della proposta stessa”. Lo ha affermato il segretario della Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino al termine dell’incontro su Atac in Campidoglio. Il Comune, da parte sua “non ha messo in campo proposte alternative quindi ora il tema è capire se questo lavoro che dovranno fare con Regione o Ferrovie determinerà avanzamenti a quel punto li valuteremo”. “Dal nostro punto di vista – ha aggiunto – rimangono fermi gli accordi sottoscritti che sono propedeutici alla verifica del nuovo assetto ipotizzato dal nostro progetto che parla di un’azienda unica regionale per il Tpl”.

CGIL-CISL-UIL: “Salvare l’Atac si può, ecco la nostra proposta”

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CGIL-CISL-UIL: “Salvare l’Atac si può, ecco la nostra proposta”

I continui tagli governativi sul trasporto pubblico locale hanno ingigantito le già forti criticità che vive il settore: 850 milioni di tagli (a livello nazionale) negli ultimi cinque anni, di cui 664 solo negli ultimi due. Se a questo aggiungiamo che la Regione Lazio risulta essere la più penalizzata con un taglio che sfiora il 32% rispetto alla spesa storica si può bene capire quanto sia necessario attivare strumenti mirati a razionalizzare la spesa.
Questi alcuni dati elaborati e analizzati dalla Cgil di Roma e del Lazio, dalla Cisl Roma e dalla Uil di Roma e del Lazio che, in collaborazione con l’Eures, hanno realizzato un dettagliato studio sul sistema di trasporto pubblico regionale per dimostrare che quello della Capitale può essere salvato, garantendo così anche risparmi e qualità del servizio.
“Servizi poco efficienti, costi e dispersione di capitali che potrebbero essere evitati attraverso la costituzione di un’Agenzia unica prima e di un’Azienda unica subito dopo. Il sindacato ha proposto sin dal 2007 alla Regione l’accorpamento delle varie società esistenti, presupponendo un forte risparmio della spesa pubblica – affermano il segretario generale della Cgil Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl Roma Capitale, Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – Oggi dimostreremo, dati alla mano, a quanto ammonterebbe tale risparmio e come risolvere il garbuglio attuale, partendo dall’accordo siglato lo scorso 17 luglio”.
Oltre a Cotral e ATAC, che da sole costituiscono circa l’80% dell’intera offerta regionale, sia in termini di fatturato che di forza lavoro impiegata, il servizio di TPL regionale è costituito da un universo di numerose piccole e medie imprese, soprattutto di proprietà privata, che si occupano di trasporto pubblico locale in maniera esclusiva o parallelamente ad altre attività (autonoleggio, trasporto privato, gestione dei rifiuti, ecc.) prestando servizio in aree geografiche molto ridotte (spesso non più di 5-6 Comuni).
“Partendo dall’analisi dei costi complessivi delle società di gestione del TPL regionale attualmente esistenti, confrontate con quelle attese per la nascente Agenzia Unica per la mobilità, abbiamo ipotizzato due scenari possibili – spiegano CGIL CISL e UIL – il primo considera una riduzione degli organi amministrativi, la parziale dismissione delle immobilizzazioni ed una riorganizzazione della dirigenza di circa il 33% rispetto alla consistenza attuale; il secondo considera invece un intervento più incisivo, prevedendo un complessivo dimezzamento dei costi attualmente sostenuti”.
Considerando quindi il primo scenario, che prevede un risparmio del 33% (pari a 261,7 milioni di euro in termini assoluti), i costi della nuova Agenzia/azienda unica, esclusi gli stipendi di autisti e macchinisti, ammonterebbero anziché a 790 milioni come attualmente (costi complessivi società di trasporto) a 529,3 milioni di euro, mentre facendo riferimento alla seconda ipotesi, che prevede un risparmio del 50%, le spese dell’Agenzia/azienda unica sarebbero pari a 395 milioni di euro.
La razionalizzazione delle spese sarà dovuta soprattutto alla dismissione delle immobilizzazioni materiali, a un ulteriore taglio alla spesa per i compensi dei membri del Consiglio di Amministrazione e dei collegi sindacali, che diventerebbero così un unico organo, e alla riduzione dei compensi dei dirigenti.
Basti pensare che la sola Atac possiede beni per un valore pari a 707,4 milioni di euro. Mentre ammontano a 12,5 milioni i beni di Cotral.
“Spese che scenderebbero drasticamente con un accorpamento di tutte le aziende di erogazione esistenti, sul modello della Puglia – spiegano i segretari confederali – dove il Co.tra.p. (Consorzio trasporti Puglia) ha integrato le 72 imprese di tpl pubbliche e private esistenti sul territorio regionale. Oppure il Piemonte che, pur non disponendo ancora di un’unica azienda di erogazione, ha creato da dieci anni un’Agenzia Unica, in grado di gestire il tpl in maniera associata per bacini di utenza, arrivando persino, in alcune zone, all’eliminazione del bit cartaceo e alla creazione della prepagata destinata esclusivamente al trasporto, il cui credito viene detratto durante il viaggio. Non pretendiamo tanto, ma un servizio pubblico ed efficiente si’”.
Nel primo semestre 2015 Atac ha percorso 4 milioni di chilometri in meno rispetto a quanto previsto nel contratto. Cotral è stata costretta a tagliare oltre 3 milioni di chilometri di corse lo scorso anno. Dei 2.089 autobus Atac attualmente sono in circolazione soltanto 1.167, che diventano 1.532 durante il periodo invernale.
E degli oltre 5 mila autisti, almeno il 10% è costretto ogni giorno a rimanere in deposito per mancanza mezzi, determinando un incremento dei tempi di attesa da parte dell’utenza.
“Ovviamente non è tollerabile una situazione del genere – concludono i sindacalisti – Cittadini e lavoratori sono esasperati, come vediamo quotidianamente e la politica reagisce addossando loro le responsabilità di negligenze, per usare un eufemismo, perpetrate negli anni. L’Agenzia e l’Azienda unica permetterebbero, come abbiamo dimostrato con i numeri, di salvare il trasporto pubblico e la qualità del servizio. L’importante è voler recepire ed agire in sinergia e con lucida concretezza”.

CGIL-CISL-UIL: “Salvare l’Atac si può, ecco la nostra proposta”

Globalist.it | Atac, prima lite tra Marino ed Esposito

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http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=76913&typeb=0

Per Ignazio Marino la giornata di ieri è stata la prima da sindaco sopravvissuto al fuoco amico. Alle battute del premier, alla rivolta di Sel, a una burocrazia spesso infedele. “Ma io neanche per un attimo ho temuto di non farcela, sono temprato da ore e ore passate in sala operatoria, le sfide sono il mio pane quotidiano, la sconfitta è un termine che il mio vocabolario non contempla” ha detto il sindaco. Alfonso Sabella, assessore alla Legalità e suo braccio destro, lo ha definito “sereno e motivato come non l’ho visto mai visto”. “Non mi sento per niente commissariato”, risponde a chi domanda se l’arrivo dei due spediti da Renzi in funzione di controllo e raccordo con il governo gli abbia creato qualche problema. “Macché, ho uno splendido rapporto con entrambi, Causi ed Esposito li ho scelti io”. Ma nel giro di qualche ora, riesce a litigare con entrambi.

Con Esposito discute subito. Per la sospensione comminata da Atac all’autista che aveva postato su Youtube una videodenuncia sulle insopportabili condizioni di lavoro in azienda. L’assessore ha detto “A me pare una cazzata. È una scelta che aumenta la conflittualità, spero che i vertici ci ripensino, questo ragazzo non ha commesso crimini particolari, anzi ho deciso di incontrarlo”. L’esatto opposto della linea dura invocata dal sindaco, che attacca: “In questa città purtroppo in passato è accaduto, e continua ad accadere, che quando qualcuno deve essere punito o licenziato arrivi la telefonata del politico che dice “no, ha fatto la campagna elettorale per me”. Ma a me non me ne frega niente: se fa bene, se fa male, viene giudicato per quello che fa”.

Il litigio continua al telefono “Ma come fai a dire certe cose? Tu vuoi violare la legge!” urla Marino. “Al contrario, io voglio che le regole vengano rispettate, ma potrà accadere solo quando verrà ristabilito quel clima di serenità che in questa città manca da tropo tempo”, ribatte Esposito.

Attriti anche con Marco Causi, il numero 2 di fiducia del premier, al quale con un’ordinanza ha depotenziato la delega al Bilancio, avocando a sé il controllo e il coordinamento strategico delle società e degli enti partecipati. Una mossa non concordata con il Sindaco. Il deputato dem aveva chiesto, per via del doppio incarico, di essere sollevato da qualche incombenza, ma quel che auspicava era liberarsi del Personale (gravato per di più da una difficile trattativa sul salario accessorio che da oltre un anno oppone la giunta ai 24mila dipendenti comunali). E invece ha dovuto rinunciare alle municipa-lizzate, uno dei pilastri di quel piano di rientro voluto dal governo e proprio alle sue mani affidato.

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